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Protagonista del romanzo è Mirele, una bella e
giovane donna che vive in uno shtetl dell'Europa
orientale d'inizio Novecento. Anche se intorno a lei
il mondo sta cambiando, le sue giornate scorrono
monotone: la vita di provincia, opprimente e
restrittiva, è una costrizione intollerabile da cui
Mirele sogna di fuggire. Così si lascia corteggiare
da uomini perdutamente innamorati, attraverso i quali
cerca e s'illude di poter trovare una definizione
della propria identità.
L'interruzione sistematica di
tutti i rapporti e del fidanzamento, una dolente
necessità per Mirele che non trova corrispondenza tra
aspirazioni e realtà, viene momentaneamente sospesa
da un matrimonio frutto del caso e di una ormai inerte
indifferenza. Ma neppure il trasferimento in una città
più grande porta i cambiamenti sperati, cioè quel
cambiamento di vita e di abitudini che la giovane
donna si illude di trovare.
È
lo specchio di una società che cambia, di un mondo
che si sta esaurendo, ma che ancora non conosce il
proprio futuro. Mirele è un personaggio destinato a
perdere, ma la sua eccezionalità è l'essere una
donna non passiva, ma comunque spinta dalla necessità
del cambiamento e dall'urgenza della modernità. |